Áidu ‘Entos, dal sardo letteralmente “passaggio dei venti”. S’aidu termine antico, quanto sa limba, rappresentava, e tuttora per molti allevatori e contadini isolani lo è ancora, l’ingresso procurato dall’uomo tagliando arbusti e macchia mediterranea per collegare terreni confinanti e farli, quindi, comunicanti. Un varco creato ad hoc fra due spazi fisici altrimenti non amalgamabili tra di loro.
Scomodando la filosofia nietzscheana dell’eterno ritorno potremmo affermare che dal passato ai giorni nostri il discorso non cambia. Aidu Entos periodico d’informazione archeologica vuole infatti rappresentare in un certo senso il varco verso la conoscenza, ovvero intraprendere un discorso sul passato grazie allo scambio tra chi compie studi e scavi, teoria e pratica, e chi vuole sapere tutto ciò che è cultura archeologica. Alimentare il rapporto tra chi conosce e chi vuol conoscere. Un varco per far defluire attraverso un medium quello che è la dimensione della ricerca, dell’approfondimento, della riflessione verso tutti coloro che vogliono sapere cosa sta succedendo, archeologicamente parlando, nella nostra isola e fuori da essa.
Due dimensioni a volte non comunicanti e non amalgamabili che hanno voglia di trovarsi e ri-trovarsi soprattutto in considerazione del fatto che l’auspicata nascita del villaggio globale ci sta facendo dimenticare le nostre radici di storia tirate su da architetti-pastoriguerrieri a cui riconosciamo, non solo noi indigeni, un grande talento.
Raccontare un universo consono a ricercatori, docenti, archeologi, studenti con un certo rigore scientifico è l’obiettivo primario. Aidu Entos è nata con lo scopo di coniugare questi due momenti irrinunciabili: da un lato l’acquisizione accurata di dati attraverso progetti di scavo e di ricerca e, dall’altro, la chiara espressione dei contenuti, per permetterne successivamente ai lettori della rivista una agevole comprensione. Occhi, mani e cuori, e articoli giornalistici aggiungerei, per la salvaguardia del nostro passato, sfruttando, perché no, sos ‘entos, quei venti di buon auspicio tanto cari ai naviganti.
Un viaggio fra le nuove scoperte e il confronto fra le diverse menti operanti nel settore.

Allora buon viaggio e buona scoperta a tutti.
Il Direttore
Fausto Ligios



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